Chris
Domani avrò l'esito dell'esame.Saprò se sarò promossa,inevitablmente mi è tornato in mente tutto.
Questo periodo così,buio,è successo tutto coì in fretta,sono cresciuta così,in fretta.
Ho ripensato a questi due anni,duri per corby,ma ancor più duri per me,sempre malata,ho dovuto lottare con me stesa ogni giorno,ho dovuto superare ogni mio limite per farcela,per non perdere un altro anno.
Ho perso molto,compresa una parte di me,ho lottato tanto,anche quando riuscivo a malapena a tenere gli occhi aperti,anche quando fingevo di stare bene,trascinadomi a scuola,rispondendo a mille domande che affollavano anche la mia testa,fingendo di essere forte.
Sono stufa di essere più forte di quanto debbano esserlo gli altri,perchè io?
Cosa?Come,è capitato così in fretta....
Ho perso giorni di scuola,ho perso energie,a volte ho toccato l fondo della massima disperazione,ho perso i pochi amici che mi restavano....ho perso tante persone care,e mi sono ritrovata...persa....
Sono persa,ho dovuto rimediare a qualce strano errore della sorte,e ce l'ho messa tutta,e non so ancora se questo basterà?Lo trovo davero incredibile ...trovo incredibile la mia vita.
7 settembre 2010
5 settembre 2010
Malditesta poetico....
Quì è Chris,dal suo strano mondo...

Devo,prima di tutto dire a Corby che il suo racconto mi piace molto.
Continuerò a seguirlo e spero lo facciate anche voi,chiunque siate....se ci seguite...
Ancora stremata dalla giornataccia di ieri,che ,devo dire si è conclusa bene... Io,Corby,Ann e Mary abbiamo passato una splendida serata che si è conclusa per me ,corby ad ann,con festeggiamenti a base di alcool.Credo sia questo il motivo del mio malditesta.
Abbiamo rivisto mary e nonostante fossimo tutte distrutte dalla giornataccia siamo riuscite a parlare un pò.
Ci voleva una serata insieme,dopo la reclusione.Ho capito,in queti giorni quanto realmente io abbia biogno di loro,della mia.... Famigilia,di quanto Corby mi sia sempre vicina,lei è la mia coscenza come dice, io sono per lei,è vero.Non ci sono del tutto quando lei non c'è.E mi sento terribilmente persa senza tutte loro....Grazie per essrci sempre.E grazie mary per essere tornata.
Oggi per me relax,giornata scialla, da film.
Stasera io,corby ad ann,usciremo con un amico che non vediamo da tanto tempo.
Ho ritrovato un vecchio libro di poesie di Pablo Neruda ...
Devo dire che alcune sono davvero belle,una mi ha colpito in particolare,dove parla di quanto poco gli basterebbe per essere sempre felice.
Chiedo Silenzio
Ora lasciatemi tranquillo.
Ora fate a meno di me.
Io chiuderò gli occhi.
E voglio solo 5 cose,5 radici preferite.
Una è l'amore senza fine.
La seconda è vedere l'autunno.
Non posso vivere senza che le foglie volino e ritornino alla terra.
La terza è vedere il grave inverno,la pioggia che ho amato,
la carezza del fuoco ne freddo silvstre.
La quarta cosa è ...l'estate.
La quinta cosa ,sono i tuoi occhi.
Non voglio dormire senza i tuoi occhi.
Non voglio esistere senza che tu mi guardi,io
muto la primavera affinchè tu continui a guardarmi.
Amici ,questo è tutto ciò che voglio.
è quasi nulla e quasi tutto.

Devo,prima di tutto dire a Corby che il suo racconto mi piace molto.
Continuerò a seguirlo e spero lo facciate anche voi,chiunque siate....se ci seguite...
Ancora stremata dalla giornataccia di ieri,che ,devo dire si è conclusa bene... Io,Corby,Ann e Mary abbiamo passato una splendida serata che si è conclusa per me ,corby ad ann,con festeggiamenti a base di alcool.Credo sia questo il motivo del mio malditesta.
Abbiamo rivisto mary e nonostante fossimo tutte distrutte dalla giornataccia siamo riuscite a parlare un pò.
Ci voleva una serata insieme,dopo la reclusione.Ho capito,in queti giorni quanto realmente io abbia biogno di loro,della mia.... Famigilia,di quanto Corby mi sia sempre vicina,lei è la mia coscenza come dice, io sono per lei,è vero.Non ci sono del tutto quando lei non c'è.E mi sento terribilmente persa senza tutte loro....Grazie per essrci sempre.E grazie mary per essere tornata.
Oggi per me relax,giornata scialla, da film.
Stasera io,corby ad ann,usciremo con un amico che non vediamo da tanto tempo.
Ho ritrovato un vecchio libro di poesie di Pablo Neruda ...
Devo dire che alcune sono davvero belle,una mi ha colpito in particolare,dove parla di quanto poco gli basterebbe per essere sempre felice.
Chiedo Silenzio
Ora lasciatemi tranquillo.
Ora fate a meno di me.
Io chiuderò gli occhi.
E voglio solo 5 cose,5 radici preferite.
Una è l'amore senza fine.
La seconda è vedere l'autunno.
Non posso vivere senza che le foglie volino e ritornino alla terra.
La terza è vedere il grave inverno,la pioggia che ho amato,
la carezza del fuoco ne freddo silvstre.
La quarta cosa è ...l'estate.
La quinta cosa ,sono i tuoi occhi.
Non voglio dormire senza i tuoi occhi.
Non voglio esistere senza che tu mi guardi,io
muto la primavera affinchè tu continui a guardarmi.
Amici ,questo è tutto ciò che voglio.
è quasi nulla e quasi tutto.
P.S.
oh,come promesso a Corby ecco la sosia dell'attore che interpreta il ruolo di Jacob,si,avete capito bene è una lei,la trovo una cosa spaventosa:
4 settembre 2010
RACCONTO-9° parte 2/2
Cap. 9.2
...e Rachel Bruin
Giovedì 03 febbraio 2015- 16.45
"Me lo vuoi dire o no perchè non ti piace il tuo nome?" Mi chiede improvvisamente Tom. Siamo seduti nel bar del campus, dato che non posso camminare mi viene sempre a prendere e oggi Chris ha trovato una scusa per andarsene.
"No." Rispondo io. Lui mi si avvicina e sussurra "Per favore..."
Mi guarda con due occhioni imploranti
"Tom, ho tre cugini e due sorelle molto più piccoli di me, ho imparato a non subire gli effetti della faccia da cucciolo" Si avvicina ancora
"Sai, sono un ragazzo estremamente curioso..."
"Sai, non me ne frega... Non eri venuto per darmi un passaggio fino a casa?"
"Si...- ammette- appena mi avrai detto del tuo nome"
"Allora torno a casa da sola..." mi alzo barcollando e inizio a saltellare verso l' uscita
"Ok- sospira- ti porto io..." dice rassegnato
"Grazie..."
"Facciamo così, se mi ringrazi di nuovo mi racconti tutta la storia del tuo nome... Promesso?"
"E se io non ti ringrazio più tu smetterai di chiedermelo?"
"Si, promesso"
"Ok, promesso"
Percorriamo il corridoio principale dell' università e sulla strada incontro un paio di ragazzi che conosco e che saluto distrattamente con un cenno del capo.
"Chi è quello?" Tom mi indica con lo sguardo un ragazzo moro, alto circa come me, che indossa una camicia bianca e che lo sta guardando come se volesse ucciderlo
"Lui è Mark, uno del mio corso di letteratura"
"Perchè mi stà fulminando con lo suardo?"
"Non ne ho idea..."
"Secondo me gli piaci e pensa che io sia il tuo ragazzo..."
"Figurati... Perchè dovrei piacergli? E soprattutto perchè dovrebbe pensare che sei il mio ragazzo..?"
"Magari perchè è il secondo giorno che ti accompagno e ti vengo a prendere a scuola..."
"Università! - lo correggo automaticamente- Chiamala università... La parola scuola rievoca bruti ricordi..." Molto brutti e molti ricordi...
"A chi lo dici..."
Ci sediamo in macchina, io aiutata dalla mia infermiera personale che ha l' aspetto di un venticinquenne tedesco alto e moro.
"Ti va un gioco?" mi chiede 'l' infermiera' mentre sceglie la canzone dallo stereo dell' auto
"Solo se mi lasci scegliere CD e canzone..."
Lui riflette un po' sulla mia offerta e: "Se scegli tra i miei CD..."
"Daccordo..." Inizio a rovistare nel cassetto della macchina
"Allora, conosci il gioco delle dieci domande?" Si, lo conosco...
Annuisco
"Perfetto, inizio io... Film preferito"
Fin troppo facile :"Peter Pan" Dalla sua espressione capisco che è sorpreso, ma una delle regole del gioco è 'niente commenti', quindi...
"Tocca a me-dico-Cos' hai sognato questa notte?" Lui si irrigidisce
"Forse è meglio se smettiamo... Infondo è un gioco stupido e-
"No! Mi devi almeno una risposta..." lo interrompo io
"Puoi cambiare domanda?" Ha un tono nervoso e quasi implorante, tanto che sono tentata di assecondarlo, ma la mia curiosità prevale
"No..."
"Ok- inspira come a raccogliere tutto il suo coraggio- Ho sognato che facevo un incidente in macchina, eravamo io e una ragazza che non conosco, una certa Mary. La sogno spesso e quando lo foaccio io... Non so, è come se non fossi io... Mi comporto e sono un ragazzo diverso, anche fisicamente... Ed è come vivere un ricordo, ma di un' altra persona."
Sono senza parole. No è possibile che... Lui non può... Ich habe keine worter... Sono senza parole e ho paura. Paura di fargli la domanda che comunque non riesco a trattenere: "Come si chiama di cognome questa Mary?"
"Robkins, come la casa."
"Qui?" Mi chiede Tom
"Si..." Gli rispondo. Dopo il racconto del suo sogno io mi sono sentita in dovere di parlargli dei miei e in particolare di quello di questa notte, breve ma significativo: ho sognato Mary che nascondeva il suo diario sotto una tavola del parquet. Dopo tutte queste rivelazioni abbiamo deciso di andare a villa Robkins per cercare il diario, nel caso remoto in cui sia rimarsto dove l' ho sognato e nell' improbabilità in cui io sia sana di mente, e ora siamo nella stanza della casa che intuisco sia quella di Mary da quel che ricordo dei miei sogni. Vedere dal vivo la camera di Mary rende le mie ultime notti più reali e inquietanti.
"Dovrebbe essere questa" Sono in ginocchio di fianco alla tavola sotto la quale potrebbe esserci la spiegazione alla mia (o dovrei dire nostra?) pazzia e ho le mani che mi tremano. Dalla soglia della porta sulla quale era rimasto Tom mi si avvicina e si inginocchia di fianco a me. Io lo guardo, lui mi guarda, poi guarda le mie mani tremolanti (Vorrei fermarle, davvero! Ma non riesco) e le stringe nelle sue. Provo immediatamente un senso di sollievo seguito da incredulità ed imbarazzo, nonostante le quali non mi sottraggo alla stretta di Tom
"Stai tranquilla..." Sussurra
"Vorrei davvero poterlo essere..."
"Non sei obbligata ad alzare quella tavola, se non lo vuoi fare non farlo..."
"Il punto è che non voglio scoprire per certo che Mary è più reale di quello che già mi sembra. Ma allo stesso tempo sono curiosa..."
"Nel caso in qui lei lo sia e lo sia anche Sten, cosa facciamo?"
"Ci facciamo internare in un manicomio..."
"Magari incontriamo zio Bernard..."
"Scusa..."
"Di cosa?" chiede ingenuo
"Quando ho detto del manicomio non volevo offendere tuo zio..."
"Nessuna offesa, non preoccuparti...Anzi, andare a trovare Bernard è una buona idea..."
"Posso pensarci su?"
"Riguardo cosa?"
"Riguardo lo scoprire il diario"
"Certo, tutto il tempo che vuoi... Ti va un caffè?"
"Sarebbe già il quarto oggi... Meglio un tè!"
"Vada per il tè...- Esce dalla stanza e si volta a guardare me che non mi sono mossa di un centimetro- Vieni?"
"Ti raggiungo tra un attimo..."
Lui annuisce e se ne va intuendo che voglio stare sola. Voglio pensare a cosa fare, anzi voglio chiederlo alla mia coscenza che, per qualche strana ragione, a volte si chiama Chris.
"Corby, domani lavori tutto il giorno?" Mi domanda Tom
"Si..." biascico con la forza della mia metà di cervello che non è ancora nel mondo dei sogni. Alla fine Chris mi ha suggerito di trovare il diario solo se ero pronta e io non lo ero, così sono rimasta tutto il giorno a casa di Tom in attesa di un intervento divino che mi facesse capire la cosa giusta da fare, ma le due vocine nella mia testa, quella timorosa e quella curiosa, non sono ancora riuscite a mettersi daccordo. Sono sul divano bianco in salotto, quello sul quale ho dormito l' ultima volta, e mi sto addormentando mentre Tom, seduto accanto a me, guarda un film.
"Se vuoi tornare a casa per dormire è meglio che ti accompagni adesso perchè tra mezzo minuto mi addormento anch' io."
Sono troppo stanca per rispondere così mi alzo e aspetto che lui capisca che 'si, voglio andare a casa'.
Nonostante sia in piedi mi si stanno chiudendo gli occhi e quando Tom mi prende in braccio per portarmi in macchina gli lascio fare e appoggio la testa sulla sua spalla addormetandomi.
Una luce improvvisa mi costringe ad aprire gli occhi ancora pesanti
"è già mattina?" chiedo prima di accorgermi di essere sull' entrata di casa mia ancora in braccio a Tom
"No, siamo appena arrivati.- Lui mi appoggia per terra e io barcollo un attimo prima di ritrovare l' equilibrio-A domani allora..."
"A domani e grazie Tom..."
"Sai che per questo 'grazie' mi dovrai delle spiegazioni..?" O merda!
Sono sotto casa con Chris, lei oggi lavora solo il pomeriggio così ha accompagnato Aki al parco e al ritorno mi ha trovata seduta sullo scalino in pietra che precede il nostro portone rosso ad aspettare Tom.
"Certo che potrebbe essere puntuale!" dico incazzata
"Stai calma in fondo lo è sempre."
"No, non oggi!"
"Non pretendere troppo, è stato gentilissimo fin ora. Non puoi usare la scusa del ritardo solo perchè in realtà non vuoi parlargli di Rachel." A volte il fatto che Chris mi conosca e mi capisca così bene è irritante!
"Uffa! Mary e An stanno ancora dormendo. Ieri non le ho neanche viste, oggi sono al lavoro tutto il giorno e questa sera partono, mi sento in colpa..."
"Non ti preoccupare, gli ho raccontato del diario e sanno perchè ieri non siamo potute stare tutte e quattro insieme..." Una macchina nera si ferma con una sonora frenata davanti a noi e Tom scende dal posto del autista mentre io mi alzo aiutata da Chris e raggiungo saltellante la mia portiera.
"No!-lo fermo mentre si avvicina per aiutarmi ad entrare- almeno questo me lo lasci fare da sola!"
"Siamo di cattivo umore oggi..."
"Siamo in ritardo oggi..."
Chris ride "Sembrate una vecchia coppia di sposi!" io la fulmino con un occhiata assassina e giuro che se gli sguardi potessero uccidere in questo momento la mia migliore amica sarebbe stesa a terra morta
"Ok, scusa... Io vado. Divertitevi!"
Tom la saluta mentre io salgo in macchina e mi siedo incrociando le braccia al petto e sfoderando un musetto imbronciato. So che è da bambina, ma è più forte di me
"Cosa ti ho fatto?"
"Sei arrivato in ritardo..."
"E il vero motivo è..?"
"Ok, non sono arrabbiata per il ritardo... Ma perchè hai vinto..." ammetto
"Lo so, ma una scommessa è una scommessa, quindi inizia a raccontare"
Ora che sono costretta a parlarne mi sento stupida a non aver raccontato tutto subito. Ero una bambina quando avevo deciso di non farmi chiamare Rachel e quindi le ragioni che mi avevano spinta a farlo erano da bambina. Potrei sempre inventarmi una bugia. Mi volto e guardo Tom pensando a che cosa inventarmi. No, si merita la verità, lui è stato sincero con me.
"Il problema è che ora ti sarai fatto un infinità di filmini mentali su questo e quando ti racconterò la vera storia rimarrai deluso..."
"Sopravviverò..."
"Ok. Allora: Rachel era il nome della cugina di mia mamma. Erano molto legate, avevano la stessa età e stavano sempre insieme. Non sapevo molto di lei, ma da come me ne parlava mia mamma era perfetta, era buona, gentile, generosa insomma tutte le qualità che puoi immaginare in una persona lei le aveva. Quando sono nata si sono messe daccordo che mia mamma avrebbe chiamato me Rachel e lei avrebbe chiamato sua figlia Francesca, come mia mamma. Il punto è che Rachel non ha mai potuto avere una figlia perchè dopo quattro anni dalla mia nascita è morta. Io ero piccola e ho pochi ricordi di lei, ma mi è rimasto impresso il modo in cui mia mamma mi ha trattato nei due anni successivi al funerale. Non la incolpo per questo perchè lei si è scusata con me per tutto e dopo la depressione è stata un ottima madre, ma fino all' età di sei anni è difficile per una bambina sentirsi dire da sua mamma che tutto quello che fa, Rachel l' avrebbe fatto meglio, che non è degna di portare il suo nome, vedere la persona che dovrebbe proteggerti così debole e bisognosa di protezione, così indifesa e triste... Quindi ho deciso di farmi chiamare Corby per non sentirmi più sulle spalle il peso di una reputazione perfetta che sembrava io stessi rovinando. Anche quando mia mamma si è riperesa ho continuato a farmi chiamare così, io non sono Rachel e non voglio esserlo."
"Wow. Con tutta l' immaginazione di cui sono capace non sarei mai arrivato a... questo."
"Deluso?"
"No, direi più sorpreso. Insomma tua madre è stata-
"Mia madre è un ottima persona. La colpa è della depressione e per esteso della morte di Rachel. Quindi la colpa è sua, di Rachel."
"Tu non vuoi chiamarti Rachel perchè un altra persona con il tuo nome ha ferito tua madre?! Poi non credo che sia morta perchè lo voleva..."
"Mia mamma non me l' ha mai raccontato, ma quando avevo tredici anni mio papà mi ha spiegato come è morta... Era ubriaca fradicia e ha fatto un incidente, mia mamma la definiva perfetta, ma aveva un unico difetto, le piaceva bere, e questo l' ha uccisa. Certo che la incolpo, come posso perdonare una persona che ha fatto vivere mia mamma nell' oblio per più di due anni. Ancora oggi quando parliamo di lei, quando sente dire il suo nome, gli vengono le lacrime agli occhi e si chiude in se stessa. E comunque ti sei sbagliato, non è lei che aveva il mio nome, sono io che ho il suo."
...e Rachel Bruin
Giovedì 03 febbraio 2015- 16.45
"Me lo vuoi dire o no perchè non ti piace il tuo nome?" Mi chiede improvvisamente Tom. Siamo seduti nel bar del campus, dato che non posso camminare mi viene sempre a prendere e oggi Chris ha trovato una scusa per andarsene.
"No." Rispondo io. Lui mi si avvicina e sussurra "Per favore..."
Mi guarda con due occhioni imploranti
"Tom, ho tre cugini e due sorelle molto più piccoli di me, ho imparato a non subire gli effetti della faccia da cucciolo" Si avvicina ancora
"Sai, sono un ragazzo estremamente curioso..."
"Sai, non me ne frega... Non eri venuto per darmi un passaggio fino a casa?"
"Si...- ammette- appena mi avrai detto del tuo nome"
"Allora torno a casa da sola..." mi alzo barcollando e inizio a saltellare verso l' uscita
"Ok- sospira- ti porto io..." dice rassegnato
"Grazie..."
"Facciamo così, se mi ringrazi di nuovo mi racconti tutta la storia del tuo nome... Promesso?"
"E se io non ti ringrazio più tu smetterai di chiedermelo?"
"Si, promesso"
"Ok, promesso"
Percorriamo il corridoio principale dell' università e sulla strada incontro un paio di ragazzi che conosco e che saluto distrattamente con un cenno del capo.
"Chi è quello?" Tom mi indica con lo sguardo un ragazzo moro, alto circa come me, che indossa una camicia bianca e che lo sta guardando come se volesse ucciderlo
"Lui è Mark, uno del mio corso di letteratura"
"Perchè mi stà fulminando con lo suardo?"
"Non ne ho idea..."
"Secondo me gli piaci e pensa che io sia il tuo ragazzo..."
"Figurati... Perchè dovrei piacergli? E soprattutto perchè dovrebbe pensare che sei il mio ragazzo..?"
"Magari perchè è il secondo giorno che ti accompagno e ti vengo a prendere a scuola..."
"Università! - lo correggo automaticamente- Chiamala università... La parola scuola rievoca bruti ricordi..." Molto brutti e molti ricordi...
"A chi lo dici..."
Ci sediamo in macchina, io aiutata dalla mia infermiera personale che ha l' aspetto di un venticinquenne tedesco alto e moro.
"Ti va un gioco?" mi chiede 'l' infermiera' mentre sceglie la canzone dallo stereo dell' auto
"Solo se mi lasci scegliere CD e canzone..."
Lui riflette un po' sulla mia offerta e: "Se scegli tra i miei CD..."
"Daccordo..." Inizio a rovistare nel cassetto della macchina
"Allora, conosci il gioco delle dieci domande?" Si, lo conosco...
Annuisco
"Perfetto, inizio io... Film preferito"
Fin troppo facile :"Peter Pan" Dalla sua espressione capisco che è sorpreso, ma una delle regole del gioco è 'niente commenti', quindi...
"Tocca a me-dico-Cos' hai sognato questa notte?" Lui si irrigidisce
"Forse è meglio se smettiamo... Infondo è un gioco stupido e-
"No! Mi devi almeno una risposta..." lo interrompo io
"Puoi cambiare domanda?" Ha un tono nervoso e quasi implorante, tanto che sono tentata di assecondarlo, ma la mia curiosità prevale
"No..."
"Ok- inspira come a raccogliere tutto il suo coraggio- Ho sognato che facevo un incidente in macchina, eravamo io e una ragazza che non conosco, una certa Mary. La sogno spesso e quando lo foaccio io... Non so, è come se non fossi io... Mi comporto e sono un ragazzo diverso, anche fisicamente... Ed è come vivere un ricordo, ma di un' altra persona."
Sono senza parole. No è possibile che... Lui non può... Ich habe keine worter... Sono senza parole e ho paura. Paura di fargli la domanda che comunque non riesco a trattenere: "Come si chiama di cognome questa Mary?"
"Robkins, come la casa."
"Qui?" Mi chiede Tom
"Si..." Gli rispondo. Dopo il racconto del suo sogno io mi sono sentita in dovere di parlargli dei miei e in particolare di quello di questa notte, breve ma significativo: ho sognato Mary che nascondeva il suo diario sotto una tavola del parquet. Dopo tutte queste rivelazioni abbiamo deciso di andare a villa Robkins per cercare il diario, nel caso remoto in cui sia rimarsto dove l' ho sognato e nell' improbabilità in cui io sia sana di mente, e ora siamo nella stanza della casa che intuisco sia quella di Mary da quel che ricordo dei miei sogni. Vedere dal vivo la camera di Mary rende le mie ultime notti più reali e inquietanti.
"Dovrebbe essere questa" Sono in ginocchio di fianco alla tavola sotto la quale potrebbe esserci la spiegazione alla mia (o dovrei dire nostra?) pazzia e ho le mani che mi tremano. Dalla soglia della porta sulla quale era rimasto Tom mi si avvicina e si inginocchia di fianco a me. Io lo guardo, lui mi guarda, poi guarda le mie mani tremolanti (Vorrei fermarle, davvero! Ma non riesco) e le stringe nelle sue. Provo immediatamente un senso di sollievo seguito da incredulità ed imbarazzo, nonostante le quali non mi sottraggo alla stretta di Tom
"Stai tranquilla..." Sussurra
"Vorrei davvero poterlo essere..."
"Non sei obbligata ad alzare quella tavola, se non lo vuoi fare non farlo..."
"Il punto è che non voglio scoprire per certo che Mary è più reale di quello che già mi sembra. Ma allo stesso tempo sono curiosa..."
"Nel caso in qui lei lo sia e lo sia anche Sten, cosa facciamo?"
"Ci facciamo internare in un manicomio..."
"Magari incontriamo zio Bernard..."
"Scusa..."
"Di cosa?" chiede ingenuo
"Quando ho detto del manicomio non volevo offendere tuo zio..."
"Nessuna offesa, non preoccuparti...Anzi, andare a trovare Bernard è una buona idea..."
"Posso pensarci su?"
"Riguardo cosa?"
"Riguardo lo scoprire il diario"
"Certo, tutto il tempo che vuoi... Ti va un caffè?"
"Sarebbe già il quarto oggi... Meglio un tè!"
"Vada per il tè...- Esce dalla stanza e si volta a guardare me che non mi sono mossa di un centimetro- Vieni?"
"Ti raggiungo tra un attimo..."
Lui annuisce e se ne va intuendo che voglio stare sola. Voglio pensare a cosa fare, anzi voglio chiederlo alla mia coscenza che, per qualche strana ragione, a volte si chiama Chris.
"Corby, domani lavori tutto il giorno?" Mi domanda Tom
"Si..." biascico con la forza della mia metà di cervello che non è ancora nel mondo dei sogni. Alla fine Chris mi ha suggerito di trovare il diario solo se ero pronta e io non lo ero, così sono rimasta tutto il giorno a casa di Tom in attesa di un intervento divino che mi facesse capire la cosa giusta da fare, ma le due vocine nella mia testa, quella timorosa e quella curiosa, non sono ancora riuscite a mettersi daccordo. Sono sul divano bianco in salotto, quello sul quale ho dormito l' ultima volta, e mi sto addormentando mentre Tom, seduto accanto a me, guarda un film.
"Se vuoi tornare a casa per dormire è meglio che ti accompagni adesso perchè tra mezzo minuto mi addormento anch' io."
Sono troppo stanca per rispondere così mi alzo e aspetto che lui capisca che 'si, voglio andare a casa'.
Nonostante sia in piedi mi si stanno chiudendo gli occhi e quando Tom mi prende in braccio per portarmi in macchina gli lascio fare e appoggio la testa sulla sua spalla addormetandomi.
Una luce improvvisa mi costringe ad aprire gli occhi ancora pesanti
"è già mattina?" chiedo prima di accorgermi di essere sull' entrata di casa mia ancora in braccio a Tom
"No, siamo appena arrivati.- Lui mi appoggia per terra e io barcollo un attimo prima di ritrovare l' equilibrio-A domani allora..."
"A domani e grazie Tom..."
"Sai che per questo 'grazie' mi dovrai delle spiegazioni..?" O merda!
Sono sotto casa con Chris, lei oggi lavora solo il pomeriggio così ha accompagnato Aki al parco e al ritorno mi ha trovata seduta sullo scalino in pietra che precede il nostro portone rosso ad aspettare Tom.
"Certo che potrebbe essere puntuale!" dico incazzata
"Stai calma in fondo lo è sempre."
"No, non oggi!"
"Non pretendere troppo, è stato gentilissimo fin ora. Non puoi usare la scusa del ritardo solo perchè in realtà non vuoi parlargli di Rachel." A volte il fatto che Chris mi conosca e mi capisca così bene è irritante!
"Uffa! Mary e An stanno ancora dormendo. Ieri non le ho neanche viste, oggi sono al lavoro tutto il giorno e questa sera partono, mi sento in colpa..."
"Non ti preoccupare, gli ho raccontato del diario e sanno perchè ieri non siamo potute stare tutte e quattro insieme..." Una macchina nera si ferma con una sonora frenata davanti a noi e Tom scende dal posto del autista mentre io mi alzo aiutata da Chris e raggiungo saltellante la mia portiera.
"No!-lo fermo mentre si avvicina per aiutarmi ad entrare- almeno questo me lo lasci fare da sola!"
"Siamo di cattivo umore oggi..."
"Siamo in ritardo oggi..."
Chris ride "Sembrate una vecchia coppia di sposi!" io la fulmino con un occhiata assassina e giuro che se gli sguardi potessero uccidere in questo momento la mia migliore amica sarebbe stesa a terra morta
"Ok, scusa... Io vado. Divertitevi!"
Tom la saluta mentre io salgo in macchina e mi siedo incrociando le braccia al petto e sfoderando un musetto imbronciato. So che è da bambina, ma è più forte di me
"Cosa ti ho fatto?"
"Sei arrivato in ritardo..."
"E il vero motivo è..?"
"Ok, non sono arrabbiata per il ritardo... Ma perchè hai vinto..." ammetto
"Lo so, ma una scommessa è una scommessa, quindi inizia a raccontare"
Ora che sono costretta a parlarne mi sento stupida a non aver raccontato tutto subito. Ero una bambina quando avevo deciso di non farmi chiamare Rachel e quindi le ragioni che mi avevano spinta a farlo erano da bambina. Potrei sempre inventarmi una bugia. Mi volto e guardo Tom pensando a che cosa inventarmi. No, si merita la verità, lui è stato sincero con me.
"Il problema è che ora ti sarai fatto un infinità di filmini mentali su questo e quando ti racconterò la vera storia rimarrai deluso..."
"Sopravviverò..."
"Ok. Allora: Rachel era il nome della cugina di mia mamma. Erano molto legate, avevano la stessa età e stavano sempre insieme. Non sapevo molto di lei, ma da come me ne parlava mia mamma era perfetta, era buona, gentile, generosa insomma tutte le qualità che puoi immaginare in una persona lei le aveva. Quando sono nata si sono messe daccordo che mia mamma avrebbe chiamato me Rachel e lei avrebbe chiamato sua figlia Francesca, come mia mamma. Il punto è che Rachel non ha mai potuto avere una figlia perchè dopo quattro anni dalla mia nascita è morta. Io ero piccola e ho pochi ricordi di lei, ma mi è rimasto impresso il modo in cui mia mamma mi ha trattato nei due anni successivi al funerale. Non la incolpo per questo perchè lei si è scusata con me per tutto e dopo la depressione è stata un ottima madre, ma fino all' età di sei anni è difficile per una bambina sentirsi dire da sua mamma che tutto quello che fa, Rachel l' avrebbe fatto meglio, che non è degna di portare il suo nome, vedere la persona che dovrebbe proteggerti così debole e bisognosa di protezione, così indifesa e triste... Quindi ho deciso di farmi chiamare Corby per non sentirmi più sulle spalle il peso di una reputazione perfetta che sembrava io stessi rovinando. Anche quando mia mamma si è riperesa ho continuato a farmi chiamare così, io non sono Rachel e non voglio esserlo."
"Wow. Con tutta l' immaginazione di cui sono capace non sarei mai arrivato a... questo."
"Deluso?"
"No, direi più sorpreso. Insomma tua madre è stata-
"Mia madre è un ottima persona. La colpa è della depressione e per esteso della morte di Rachel. Quindi la colpa è sua, di Rachel."
"Tu non vuoi chiamarti Rachel perchè un altra persona con il tuo nome ha ferito tua madre?! Poi non credo che sia morta perchè lo voleva..."
"Mia mamma non me l' ha mai raccontato, ma quando avevo tredici anni mio papà mi ha spiegato come è morta... Era ubriaca fradicia e ha fatto un incidente, mia mamma la definiva perfetta, ma aveva un unico difetto, le piaceva bere, e questo l' ha uccisa. Certo che la incolpo, come posso perdonare una persona che ha fatto vivere mia mamma nell' oblio per più di due anni. Ancora oggi quando parliamo di lei, quando sente dire il suo nome, gli vengono le lacrime agli occhi e si chiude in se stessa. E comunque ti sei sbagliato, non è lei che aveva il mio nome, sono io che ho il suo."
............................................................................................................................................
P.S. Chris, sono fiera di te!!!
sfiancata...
Vorrei imparare a sorridere.
Un tempo sorridevo molto.Ero una bambina solare con un sorriso sempre dipinto in faccia.
Un tempo sapevo sorridere.Credo di non esserne più capace,l'ho notato da un pò!
Io non sorrido più,oh meglio sorrido ma è un sorriso triste il mio.Vorrei riavere quel sorriso che la vita mi ha portato via.Lo rivorrei indietro.Ecco ,questa è una delle cose che più mi manca.
Esiste un modo per dire.....Basta,e fare in modo che sia davvero..... basta?!
Forse è solo questione di tempo,tempo che non ho la pazienza di aspettare,ma come ho detto posso imparare,certo,tanto sono io che convivo con un'anima in fiamme...
La forzata solitudne del mio cuore in questo momento è ciò che più le alimenta.
Non sono felice,sopravvivo ad una vita che non mi piace,forse tutto miglorerà quando avrò la possibiltà di creare e plasmarmi una vita mia.Aspettando la luce...
Una luce che forse potrà restituirmi qel sorriso che ho perso,ed insieme ad esso tutto ciò che le vicessitudini della vita mi hanno tolto.
E quando alla fine hai dato tutto e le forze ti hanno abbandonato ti accorgi che di te non è rimasto niente....Un cazzo di niente.....................
Ricomincerò a rimettere insieme i pezzetti ,uno per uno.Di nuovo.
E stavolta andrà bene ....
Chris
Un tempo sorridevo molto.Ero una bambina solare con un sorriso sempre dipinto in faccia.
Un tempo sapevo sorridere.Credo di non esserne più capace,l'ho notato da un pò!
Io non sorrido più,oh meglio sorrido ma è un sorriso triste il mio.Vorrei riavere quel sorriso che la vita mi ha portato via.Lo rivorrei indietro.Ecco ,questa è una delle cose che più mi manca.
Esiste un modo per dire.....Basta,e fare in modo che sia davvero..... basta?!
Forse è solo questione di tempo,tempo che non ho la pazienza di aspettare,ma come ho detto posso imparare,certo,tanto sono io che convivo con un'anima in fiamme...
La forzata solitudne del mio cuore in questo momento è ciò che più le alimenta.
Non sono felice,sopravvivo ad una vita che non mi piace,forse tutto miglorerà quando avrò la possibiltà di creare e plasmarmi una vita mia.Aspettando la luce...
Una luce che forse potrà restituirmi qel sorriso che ho perso,ed insieme ad esso tutto ciò che le vicessitudini della vita mi hanno tolto.
E quando alla fine hai dato tutto e le forze ti hanno abbandonato ti accorgi che di te non è rimasto niente....Un cazzo di niente.....................
Ricomincerò a rimettere insieme i pezzetti ,uno per uno.Di nuovo.
E stavolta andrà bene ....
Chris
life is hard..... sopratutto se ti chiami Chris o Corby
Chris
Oggi ho avuto l'esame orale di matematica,ieri lo scritto.
Mercoledì il verdetto.
Avrei potuto fare molto meglio.Corby mi dice di essere orgogliosa,perchè ho recuperato e migliorato in poco tempo....
Ma io non sono affatto orgogliosa di me.Credevo di potercela fare.Lo credevo davvero...Invece ho finito con il balbettare,dimenticare alcune cose e...Dannazione!
So bene che non sono queste le cose che importano nella vita,ma 1soddisfazione,x 1 volta?!
Mi sono impegnata così tanto....Evidentemente non abbastanza.
Sono così arrabbiata.
........................................................................................................................................................

Sono amica del destino,ci siamo fatti tante chiacchierate ,io e lui....
A volte l'ho odiato,altre l'ho ringraziato infinitamente.
Sono caduta tante di quelle volte in questi ultimi due anni e mezzo,mi sono sempre rialzata,l'ho perdonato sempre,rimettendomi in piedi ripulendo le ferite,una per una e ritornando speranzosa e sorridente.
L'ho fatto anche oggi,ma stavolta ho ricevuto uno sputo in faccia.Ma,non importa, continuerò a farlo.VOGLIO IMPARARE,voglio imparare tutto ciò che la mia anima deve imparare per non rinascere mai più.
Non sopporterei altre vite così...
So esattamente cosa mi attende,certo non so nulla del mio futuro,potrò recitare?farò un lavoro che amo?diventerò una sturacessi?finirò sotto un ponte?Non so niente,ma ho la fortuna di conoscere qualcosa di più alto,che so che mi attenderà,incontrerò,non so come ,dove,quando,ma incontrerò delle persone che mi ridaranno la luce,che tireranno fuori da questo baratro,non so come faccio ad eserne così certa,ma so,che a loro è legato l mio compito quì.Oggi.
Sò che saranno ''loro'' ad insegnarmi cò che sono destinata a conoscere,la ragione di tutto.
Poi me ne andrò.Felice.

Ma fino ad allora,sarà come camminare senza una scarpa.Peggio.Sarà come,come...
Viaggiare senza una parte di me.
Lo sento questo vuoto dentro.So bene a ''chi'' è dovuto.
E finchè non mi riapproprierò di quella parte di me,la mia anima urlerà,sanguinerà,insieme al mio cuore,la mia anima tirerà avanti sopravviverà certo,ma sempre non del tutto presente...
P.S.
Oggi Corby,l'unica cosa che avrei voluto sarebbebbe stata poterli abbracciare.
Avrei così desiderato raccontare loro tutto,come ho fatto con te.
Sei sempre quì per me Corby,anchio lo sarò sempre, ma non credo di meritare tanto.
Sono così delusa da me stessa,lo so,tu dici che non devo,ma non posso farne a meno.
Ho una sensazione di incompiutezza,di fallimento,addosso,sono disorientata,confusa,loro mi mancano così tanto,la vita,la nostra soprattutto mi spaventa così tanto,
meno male che ho voi tre.
Stasera rivdremo Mary,dopo tanto tempo,spero sia tornata in sè,ne ho bisogno,stasera più che mai voglio stare con voi,la mia famiglia.
Dobbiamo parlare di un pò di cose....
Oggi ho avuto l'esame orale di matematica,ieri lo scritto.
Mercoledì il verdetto.
Avrei potuto fare molto meglio.Corby mi dice di essere orgogliosa,perchè ho recuperato e migliorato in poco tempo....
Ma io non sono affatto orgogliosa di me.Credevo di potercela fare.Lo credevo davvero...Invece ho finito con il balbettare,dimenticare alcune cose e...Dannazione!
So bene che non sono queste le cose che importano nella vita,ma 1soddisfazione,x 1 volta?!
Mi sono impegnata così tanto....Evidentemente non abbastanza.
Sono così arrabbiata.
........................................................................................................................................................

Sono amica del destino,ci siamo fatti tante chiacchierate ,io e lui....
A volte l'ho odiato,altre l'ho ringraziato infinitamente.
Sono caduta tante di quelle volte in questi ultimi due anni e mezzo,mi sono sempre rialzata,l'ho perdonato sempre,rimettendomi in piedi ripulendo le ferite,una per una e ritornando speranzosa e sorridente.
L'ho fatto anche oggi,ma stavolta ho ricevuto uno sputo in faccia.Ma,non importa, continuerò a farlo.VOGLIO IMPARARE,voglio imparare tutto ciò che la mia anima deve imparare per non rinascere mai più.
Non sopporterei altre vite così...
So esattamente cosa mi attende,certo non so nulla del mio futuro,potrò recitare?farò un lavoro che amo?diventerò una sturacessi?finirò sotto un ponte?Non so niente,ma ho la fortuna di conoscere qualcosa di più alto,che so che mi attenderà,incontrerò,non so come ,dove,quando,ma incontrerò delle persone che mi ridaranno la luce,che tireranno fuori da questo baratro,non so come faccio ad eserne così certa,ma so,che a loro è legato l mio compito quì.Oggi.
Sò che saranno ''loro'' ad insegnarmi cò che sono destinata a conoscere,la ragione di tutto.
Poi me ne andrò.Felice.

Ma fino ad allora,sarà come camminare senza una scarpa.Peggio.Sarà come,come...
Viaggiare senza una parte di me.
Lo sento questo vuoto dentro.So bene a ''chi'' è dovuto.
E finchè non mi riapproprierò di quella parte di me,la mia anima urlerà,sanguinerà,insieme al mio cuore,la mia anima tirerà avanti sopravviverà certo,ma sempre non del tutto presente...
P.S.
Oggi Corby,l'unica cosa che avrei voluto sarebbebbe stata poterli abbracciare.
Avrei così desiderato raccontare loro tutto,come ho fatto con te.
Sei sempre quì per me Corby,anchio lo sarò sempre, ma non credo di meritare tanto.
Sono così delusa da me stessa,lo so,tu dici che non devo,ma non posso farne a meno.
Ho una sensazione di incompiutezza,di fallimento,addosso,sono disorientata,confusa,loro mi mancano così tanto,la vita,la nostra soprattutto mi spaventa così tanto,
meno male che ho voi tre.
Stasera rivdremo Mary,dopo tanto tempo,spero sia tornata in sè,ne ho bisogno,stasera più che mai voglio stare con voi,la mia famiglia.
Dobbiamo parlare di un pò di cose....
1 settembre 2010
Buon compleanno!!!Guten geburstag kaulitz
Sempre io,Chrisss...
Dimentcavo,
A proposito di compleanni...
Auguri Bill e Tom... Abbiamo 5 anni e un giorno di differenza,ora avete 21 anni,siete proprio due nonnini,siete ufficialmente maggiorenni in tutto il mondo oggi....Dovete festeggiare!!!
Spero che almeno voi festeggiate come si deve....
Dimentcavo,
A proposito di compleanni...
Auguri Bill e Tom... Abbiamo 5 anni e un giorno di differenza,ora avete 21 anni,siete proprio due nonnini,siete ufficialmente maggiorenni in tutto il mondo oggi....Dovete festeggiare!!!
Spero che almeno voi festeggiate come si deve....
Indesiderata,fuori posto e poco importante persino per me stessa...
Chris
Non ho molto tempo,ma se non scrivo rischio di esplodere entro poche ore.
Ok....Respira Chris.C'e l'hai fatta 1 volta,ce la puoi fare,ancora.DEVI.
Una voce ,il bricolo coscente e responsabile di me,cerca di gridare nella mia testa.
Ok,venerdi 3 c'è l'esame,oggi è l'uno,domani è il 2 settembre,il mio compleanno..
è vero!Il mio compleanno,sono imperdonabile,persino per me stessa,come?come ho potuto
scordarmi del mio compleanno.Mi si è rivelata una realtà fin troppo chiara.
Non mi importa nulla del mio compleanno.
So solo che devo esere promossa,passare quest'esame per non deludere gli altri,per togliermi questa zavorra che intralcerebbe i miei piani,tutt'altro che scolastici...
Devo passare quest'esame,siamo solo tu ed io Chris,tu ed io.Vedi di non deludere almeno te stessa.
Passerò il mio compleanno così:
8.30:LEZIONE DI MATEMATICA fino a mezzodì....
-Pausa pranzo
3.00:Ripasso generale fino ad un orario indefinito minimo le 18.00
La mia vita è già abbastanza complicata,ma a me non basta,no chris torturati proprio ora con i tuoi pensieri emotivi e dannatamente veri ma per i quali in questa realtà in cui vivi,non c'è il mnimo spazio!!!
-disse la voce con un briciolo di senno
-Lo so. Lo so,lo so,ma ...Guardati intorno,tutti chiedono:
''Cosa vorresti per il tuo compleanno?'' ''Cosa farai di bello?''....Niente.
Un dannatissimo cazzo di niente!!!ChisSà cosa penserebbero se sapessero che, non fosse stato per loro neanche avrei ricordato che il 2 era il mio compleanno?
Tutto ciò che vorrei per il mio compleanno è sparire,risucchiata in un buco nero.
La verità è che compleanni da un pò di anni a questa parte non fanno che farmi riflettere,non fanno che ricordarmi che nella mia corsa mancano ancora tante cose,non amo i compleanni.
Li amavo da bambina.Crescendo ho imparato ad ingoiare il nodo che avevo alla gola,rialzarmi in piedi,pulirmi le ginocchia e tornare a camminare,da sola.Perchè alla fine,sei sola.
Certo poi sono arrivate loro,le mie amiche,l'unico appigglio che mi permette di restare in piedi.
Ma è nei compleanni che improvvisamente riesci a vedere tutto in modo così chiaro .
Realizzi che è passato un altro anno,bello,brutto,non importa,ma un anno senza ciò che stai cercando.Realizzi che nonostante le tue preghiere,deve ancora arrivare il momento in cui finalmente sentirai di appartenere a qualcosa,a qualcuno.
Realizzi che hai passato un altro anno senza sentire tuo padre.
Realizzi che le tue anime gemelle,l'altra parte di te,non ricorda ancora ,che dovrai aspettare.
Realizzi che la situazione non è cambiata,sei sempre tu,sempre la solita,con i pochi amici veri che ti restano,in attesa dell'amore.
Realizzi che per mettere la ciliegina sulla torta ,ci saranno poche persone che si ricorderanno del tuo compleanno,(e improvvisamente ti senti afflitta per il fatto che persino tu te ne sei scordata, tanto le persone intorno a te ti fanno sentire importante)poche alle quali importerà qualcosa di te,perchè è vero,puoi contarle sulle dita di una mano le uniche persone che possono dirsi vere.
Posso dirvi che sono quattro le uniche che sanno realmente chi sono.Forse se ne aggiungo altre due che ancora non ricordano ...6 ,sei persone.
Però che meraviglia!!!
Sapete,La notte scorsa ho fatto un sogno,ho sognato che nevicava...
LA neve indica lo stato di sconforto affettivo,e un senso di mpotenza.
Infatti è vero,è fottutamente,tristemente ........ vero.
Mi sento impossibilitata a raggiungere le uniche due persone che vorrei si unissero alla ristretta cerchia di eletti nel mio cuore,l'altra parte di me,mi manca l'amore e mi manca una persona che aspetti me.E solo me, alla fine di ogni mia corsa,che mi aspetti a braccia aperte,al ritorno da ogni viaggio,da ogni orrendo o magnifico periodo della mia vita.
Ecco cosa desidero per il mio compleanno,ma non soffierò nessuna candelina.Non sia mai che a questo povero banano sfnito sia concesso di festeggiare nel giorno esatto della sua nascita!No.
Non ci saranno candeline ad attendere di essere soffiate perchè io esprima un desiderio... l'unico che esplode e rimbomba nel mio cuore,nella mia anima...No.
Nel mondo in cui vivo ora,la scuola,l'adolescenza,ecc..ecc..
Chris sARà sempre destinata a rinchiudere il suo cuore,perchè non c'è posto ora per me.
Ne per il mio compleanno.Hai ragione.Mi metterò da parte e lascerò fare a tè,Chris.....''
Disse la voce di Chris che ragiona con il cuore rivolta alla voce con un briciolo di senno.
''Bene.non c'è tempo per te ora,rimanderemo ad un altro giorno ''
Non capendo che questo sacrificio sarebbe cosatato a Chris il dover annullare la sua importanza come essere capace di provare sentimenti,come individuo che possiede una dignità e un importanza sua.
Tutto questo per farvi capire quanto quest'anno io abbia dovuto sacrificare,non solo la mia vita sociale,gli amici,ma anche me stessa,la mia importanza come persona,e spero con tutto il cuore che questa sia l'ultima volta,anzi FARò IN MODO CHE LO SIA.
Sono triste,sì perchè è il mio compleanno e non festeggierò,non c'è niente da festeggiare,non c'è nessuno che vogla farlo,nemmeno io.
P.S.
Scusate la brutalità dello sfogo,ma è esattamente ciò che sento,senza alcun filtro.
Alla prossima ,perdonatemi ma ho un intero programma che all'esame deciderà se ho raggiunto gli obbiettivi ecessari per passare alla classe successiva...-.-''
IN god we trust,hoping for the best....
Non ho molto tempo,ma se non scrivo rischio di esplodere entro poche ore.
Ok....Respira Chris.C'e l'hai fatta 1 volta,ce la puoi fare,ancora.DEVI.
Una voce ,il bricolo coscente e responsabile di me,cerca di gridare nella mia testa.
Ok,venerdi 3 c'è l'esame,oggi è l'uno,domani è il 2 settembre,il mio compleanno..
è vero!Il mio compleanno,sono imperdonabile,persino per me stessa,come?come ho potuto
scordarmi del mio compleanno.Mi si è rivelata una realtà fin troppo chiara.
Non mi importa nulla del mio compleanno.
So solo che devo esere promossa,passare quest'esame per non deludere gli altri,per togliermi questa zavorra che intralcerebbe i miei piani,tutt'altro che scolastici...
Devo passare quest'esame,siamo solo tu ed io Chris,tu ed io.Vedi di non deludere almeno te stessa.
Passerò il mio compleanno così:
8.30:LEZIONE DI MATEMATICA fino a mezzodì....
-Pausa pranzo
3.00:Ripasso generale fino ad un orario indefinito minimo le 18.00
La mia vita è già abbastanza complicata,ma a me non basta,no chris torturati proprio ora con i tuoi pensieri emotivi e dannatamente veri ma per i quali in questa realtà in cui vivi,non c'è il mnimo spazio!!!
-disse la voce con un briciolo di senno
-Lo so. Lo so,lo so,ma ...Guardati intorno,tutti chiedono:
''Cosa vorresti per il tuo compleanno?'' ''Cosa farai di bello?''....Niente.
Un dannatissimo cazzo di niente!!!ChisSà cosa penserebbero se sapessero che, non fosse stato per loro neanche avrei ricordato che il 2 era il mio compleanno?
Tutto ciò che vorrei per il mio compleanno è sparire,risucchiata in un buco nero.
La verità è che compleanni da un pò di anni a questa parte non fanno che farmi riflettere,non fanno che ricordarmi che nella mia corsa mancano ancora tante cose,non amo i compleanni.
Li amavo da bambina.Crescendo ho imparato ad ingoiare il nodo che avevo alla gola,rialzarmi in piedi,pulirmi le ginocchia e tornare a camminare,da sola.Perchè alla fine,sei sola.
Certo poi sono arrivate loro,le mie amiche,l'unico appigglio che mi permette di restare in piedi.
Ma è nei compleanni che improvvisamente riesci a vedere tutto in modo così chiaro .
Realizzi che è passato un altro anno,bello,brutto,non importa,ma un anno senza ciò che stai cercando.Realizzi che nonostante le tue preghiere,deve ancora arrivare il momento in cui finalmente sentirai di appartenere a qualcosa,a qualcuno.
Realizzi che hai passato un altro anno senza sentire tuo padre.
Realizzi che le tue anime gemelle,l'altra parte di te,non ricorda ancora ,che dovrai aspettare.
Realizzi che la situazione non è cambiata,sei sempre tu,sempre la solita,con i pochi amici veri che ti restano,in attesa dell'amore.
Realizzi che per mettere la ciliegina sulla torta ,ci saranno poche persone che si ricorderanno del tuo compleanno,(e improvvisamente ti senti afflitta per il fatto che persino tu te ne sei scordata, tanto le persone intorno a te ti fanno sentire importante)poche alle quali importerà qualcosa di te,perchè è vero,puoi contarle sulle dita di una mano le uniche persone che possono dirsi vere.
Posso dirvi che sono quattro le uniche che sanno realmente chi sono.Forse se ne aggiungo altre due che ancora non ricordano ...6 ,sei persone.
Però che meraviglia!!!
Sapete,La notte scorsa ho fatto un sogno,ho sognato che nevicava...
LA neve indica lo stato di sconforto affettivo,e un senso di mpotenza.
Infatti è vero,è fottutamente,tristemente ........ vero.
Mi sento impossibilitata a raggiungere le uniche due persone che vorrei si unissero alla ristretta cerchia di eletti nel mio cuore,l'altra parte di me,mi manca l'amore e mi manca una persona che aspetti me.E solo me, alla fine di ogni mia corsa,che mi aspetti a braccia aperte,al ritorno da ogni viaggio,da ogni orrendo o magnifico periodo della mia vita.
Ecco cosa desidero per il mio compleanno,ma non soffierò nessuna candelina.Non sia mai che a questo povero banano sfnito sia concesso di festeggiare nel giorno esatto della sua nascita!No.
Non ci saranno candeline ad attendere di essere soffiate perchè io esprima un desiderio... l'unico che esplode e rimbomba nel mio cuore,nella mia anima...No.
Nel mondo in cui vivo ora,la scuola,l'adolescenza,ecc..ecc..
Chris sARà sempre destinata a rinchiudere il suo cuore,perchè non c'è posto ora per me.
Ne per il mio compleanno.Hai ragione.Mi metterò da parte e lascerò fare a tè,Chris.....''
Disse la voce di Chris che ragiona con il cuore rivolta alla voce con un briciolo di senno.
''Bene.non c'è tempo per te ora,rimanderemo ad un altro giorno ''
Non capendo che questo sacrificio sarebbe cosatato a Chris il dover annullare la sua importanza come essere capace di provare sentimenti,come individuo che possiede una dignità e un importanza sua.
Tutto questo per farvi capire quanto quest'anno io abbia dovuto sacrificare,non solo la mia vita sociale,gli amici,ma anche me stessa,la mia importanza come persona,e spero con tutto il cuore che questa sia l'ultima volta,anzi FARò IN MODO CHE LO SIA.
Sono triste,sì perchè è il mio compleanno e non festeggierò,non c'è niente da festeggiare,non c'è nessuno che vogla farlo,nemmeno io.
P.S.
Scusate la brutalità dello sfogo,ma è esattamente ciò che sento,senza alcun filtro.
Alla prossima ,perdonatemi ma ho un intero programma che all'esame deciderà se ho raggiunto gli obbiettivi ecessari per passare alla classe successiva...-.-''
IN god we trust,hoping for the best....
RACCONTO-9° parte 1/2
Cap. 9.1
Mary Robkins...
Mercoledì 02 febbraio 2015-10.28
"Si, Rachel è il mio nome di battesimo..." ammetto
"E perchè ti fai chiamare da tutti Corby? Insomma, Rachel è anche meglio..." dice Tom
"Perchè sono in conflitto con questo nome da... Da quando sono nata..."
"Certo che sei strana, in conflitto con un nome?"
"Si, sono strana! L' unico che può chiamarmi così è Steve, ok?! Ha scoperto il mio nome perchè per essere assunta ho dovuto dirglielo, ma nessun' altro mi chiama o può chiamarmi così!"
"Daccordo, scusa..." Tom si alza da quella che di solito è la mia sedia e si avvia verso la porta. Mi sento una merda colossale, in fondo lui cosa può sapere del rapporto che ho con il mio nome? Saltello fino a lui e mi aggrappo al suo braccio, in parte per fermarlo, in parte perchè stavo per cadere
"Sono io che dovrei scusarmi..." gli dico evitando di guardarlo negli occhi. Lui sorride
"Non preoccuparti, siediti e stai tranquilla..." Mi porta di peso sul divanetto e ricomincia a camminare verso la porta.
"Te ne stai andando?" chiedo, non voglio restare da sola in un negozio vuoto, senza riuscire neanche a camminare
"Vado in macchina a prendere la chitarra e passo dal bar qui di fronte a farmi dare del ghiaccio per il tuo piede." Per fortuna...
"Grazie..."
"Ehi, avevi promesso..."
"Ah già, scusami..." Lui mi sorride e esce.
Tom mi riaccompagna a casa e appena arriviamo cerco di persuaderlo a lasciarmi salire le scale da sola, ma lui non vuole sentir ragioni e mi ricorda che io gli ho 'promesso' che mi sarei lasciata aiutare. Dovrei stare più attenta, sto facendo troppe promesse ultimamente. Appena Apro la porta vengo accolta da un Aki festante e scodinzolante, probabilmente era preoccupato perchè non mi ha più visto da ieri sera.
"Ciao tato!- Dico accarezzandolo. Lui guarda Tom e va a salutare anche il nuovo arrivato da bravo padrone di casa- Lui è un mio amico" gli spiego. Mentre Tom accarezza in mio cagnone io entro in casa appoggiando borsa e giacca. Vengo accolta da Chris e Mary che mi raggiungono e quando Tom accenna ad andarsene lo invitano a restare per un caffè; lui accetta e ci trasferiamo tutti in salotto.
"Dov' è Anmary?" chiedo io
Chris:"Secondo te?" Bhè, conoscendola è a dormire
"Già è stato un miracolo farla venire a cercarvi questa mattina, non potevamo chiederle di restare anche sveglia..." dice Mary divertita.
"Avete una bella casa" S' intromette Tom cambiando discorso
"Disse il ragazzo che abitava in una reggia..." ironizzo io
"La nostra casa non è realmente nostra, poi è piuttosto vuota e poco personale..."
"Il frigo!" Esclama Chris
"Che stupida, come ho fatto a dimenticarmelo, il frigo!- dico io seria- Tom, vieni..." Lo prendo per mano e saltello insieme a lui in cucina. Gli metto in mano un pennarello che penzolava da una corda attaccata al frigorifero
"Dovrei sapere cosa fare?"
"Devi firmare il frigo.- Lui mi guarda confuso- è la tradizione: chi entra in casa nostra firma il frigorifero."
Sorride e scrive il suo nome sulla superfice rossa lucida con un espressione alla 'ma lo sto facendo davvero?!'
Tom non è stato qui molto, giusto il tempo di un caffè; si è comportato in modo strano, il ragazzo che conosco io è presuntuoso, sbruffone, sempre con la battuta pronta, invece qui mi è sembrato... Non saprei... Forse imbarazzato.
Annamaria si è svegliata circa alle quattro così ho avuto il tempo per raccontare alle mia amiche dell' assunzione di Tom e tutte le novità su Mary Robkins.
"Quindi lei è... Che cos' è?" chiede An
"Non so perchè faccio questi strani sogni, non ne ho proprio idea..." Qusta storia mi spaventa non poco, chi è Mary? Forse sto impazzendo...
Chris avanza un ipotesi"Magari è uno spirito che ti ha posseduta e tu stai rivivendo i suoi ricordi..."
"Chris perchè lo fai? Sai che ho il terrore di queste cose..."
"Ho detto spirito, non demone..."
"Mi hai terrorizzata comunque... Questa notte non dormirò..."
"Per fortuna ci siamo noi..." dice An abbracciandomi
"Secondo me- Mary si alza e va al computer di Chris appoggiato acceso sul tavolo della salotto/cucina- dovremmo provare a fare delle ricerche..."
Ci avviciniamo tutte a lei mentre digita il nome Mary Robkins su Google e aspettiamo. Escono molti risultati riguardanti persone famose di nome Mary e un filosofo, un certo Jack Robkins; clicchiamo quest' ultimo nella speranza che sia un antenato o un successore di Mary, ma niente: è ancora vivo e la sua famiglia è sempre stata inglese.
"Nada...- sospira Mary- Proviamo con Mary Robkins Hamburg 1960..."
Mentre il computer elabora le informazioni trattengo il fiato e quando appare la scritta ' Mary Robkins, incidente stradale ad Amburgo-1967' non riesco a credere ai miei occhi.
Apriamo la pagina e una foto della stessa ragazza che sogno quasi tutte le notti fa bella mostra di sè su uno sfondo nero. Il paragrafo è intitolato casi irrisolti.

Mary Katerina Robkins, nata il 12 Maggio 1948, è vittima dell' incidente stradale più discusso ad Amburgo nell' anno 1967. Oltre a lei morì anche un musicista pittosto famoso al tempo in città: il chitarrista dei Jody Fire, Sten Klaus Baker. Le cause del incidente, avvenuto il 26 Settenbre, sono tutt' oggi ignote.
Non è molto, ma non è neanche niente. "Ok, è inquietante... Sul serio..." Dico. Mi sento strana, Com è possibile che sogni una ragazza morta quasi cinquant' anni fa?! Non è possibile...
Mary Robkins...
Mercoledì 02 febbraio 2015-10.28
"Si, Rachel è il mio nome di battesimo..." ammetto
"E perchè ti fai chiamare da tutti Corby? Insomma, Rachel è anche meglio..." dice Tom
"Perchè sono in conflitto con questo nome da... Da quando sono nata..."
"Certo che sei strana, in conflitto con un nome?"
"Si, sono strana! L' unico che può chiamarmi così è Steve, ok?! Ha scoperto il mio nome perchè per essere assunta ho dovuto dirglielo, ma nessun' altro mi chiama o può chiamarmi così!"
"Daccordo, scusa..." Tom si alza da quella che di solito è la mia sedia e si avvia verso la porta. Mi sento una merda colossale, in fondo lui cosa può sapere del rapporto che ho con il mio nome? Saltello fino a lui e mi aggrappo al suo braccio, in parte per fermarlo, in parte perchè stavo per cadere
"Sono io che dovrei scusarmi..." gli dico evitando di guardarlo negli occhi. Lui sorride
"Non preoccuparti, siediti e stai tranquilla..." Mi porta di peso sul divanetto e ricomincia a camminare verso la porta.
"Te ne stai andando?" chiedo, non voglio restare da sola in un negozio vuoto, senza riuscire neanche a camminare
"Vado in macchina a prendere la chitarra e passo dal bar qui di fronte a farmi dare del ghiaccio per il tuo piede." Per fortuna...
"Grazie..."
"Ehi, avevi promesso..."
"Ah già, scusami..." Lui mi sorride e esce.
Tom mi riaccompagna a casa e appena arriviamo cerco di persuaderlo a lasciarmi salire le scale da sola, ma lui non vuole sentir ragioni e mi ricorda che io gli ho 'promesso' che mi sarei lasciata aiutare. Dovrei stare più attenta, sto facendo troppe promesse ultimamente. Appena Apro la porta vengo accolta da un Aki festante e scodinzolante, probabilmente era preoccupato perchè non mi ha più visto da ieri sera.
"Ciao tato!- Dico accarezzandolo. Lui guarda Tom e va a salutare anche il nuovo arrivato da bravo padrone di casa- Lui è un mio amico" gli spiego. Mentre Tom accarezza in mio cagnone io entro in casa appoggiando borsa e giacca. Vengo accolta da Chris e Mary che mi raggiungono e quando Tom accenna ad andarsene lo invitano a restare per un caffè; lui accetta e ci trasferiamo tutti in salotto.
"Dov' è Anmary?" chiedo io
Chris:"Secondo te?" Bhè, conoscendola è a dormire
"Già è stato un miracolo farla venire a cercarvi questa mattina, non potevamo chiederle di restare anche sveglia..." dice Mary divertita.
"Avete una bella casa" S' intromette Tom cambiando discorso
"Disse il ragazzo che abitava in una reggia..." ironizzo io
"La nostra casa non è realmente nostra, poi è piuttosto vuota e poco personale..."
"Il frigo!" Esclama Chris
"Che stupida, come ho fatto a dimenticarmelo, il frigo!- dico io seria- Tom, vieni..." Lo prendo per mano e saltello insieme a lui in cucina. Gli metto in mano un pennarello che penzolava da una corda attaccata al frigorifero
"Dovrei sapere cosa fare?"
"Devi firmare il frigo.- Lui mi guarda confuso- è la tradizione: chi entra in casa nostra firma il frigorifero."
Sorride e scrive il suo nome sulla superfice rossa lucida con un espressione alla 'ma lo sto facendo davvero?!'
Tom non è stato qui molto, giusto il tempo di un caffè; si è comportato in modo strano, il ragazzo che conosco io è presuntuoso, sbruffone, sempre con la battuta pronta, invece qui mi è sembrato... Non saprei... Forse imbarazzato.
Annamaria si è svegliata circa alle quattro così ho avuto il tempo per raccontare alle mia amiche dell' assunzione di Tom e tutte le novità su Mary Robkins.
"Quindi lei è... Che cos' è?" chiede An
"Non so perchè faccio questi strani sogni, non ne ho proprio idea..." Qusta storia mi spaventa non poco, chi è Mary? Forse sto impazzendo...
Chris avanza un ipotesi"Magari è uno spirito che ti ha posseduta e tu stai rivivendo i suoi ricordi..."
"Chris perchè lo fai? Sai che ho il terrore di queste cose..."
"Ho detto spirito, non demone..."
"Mi hai terrorizzata comunque... Questa notte non dormirò..."
"Per fortuna ci siamo noi..." dice An abbracciandomi
"Secondo me- Mary si alza e va al computer di Chris appoggiato acceso sul tavolo della salotto/cucina- dovremmo provare a fare delle ricerche..."
Ci avviciniamo tutte a lei mentre digita il nome Mary Robkins su Google e aspettiamo. Escono molti risultati riguardanti persone famose di nome Mary e un filosofo, un certo Jack Robkins; clicchiamo quest' ultimo nella speranza che sia un antenato o un successore di Mary, ma niente: è ancora vivo e la sua famiglia è sempre stata inglese.
"Nada...- sospira Mary- Proviamo con Mary Robkins Hamburg 1960..."
Mentre il computer elabora le informazioni trattengo il fiato e quando appare la scritta ' Mary Robkins, incidente stradale ad Amburgo-1967' non riesco a credere ai miei occhi.
Apriamo la pagina e una foto della stessa ragazza che sogno quasi tutte le notti fa bella mostra di sè su uno sfondo nero. Il paragrafo è intitolato casi irrisolti.

Mary Katerina Robkins, nata il 12 Maggio 1948, è vittima dell' incidente stradale più discusso ad Amburgo nell' anno 1967. Oltre a lei morì anche un musicista pittosto famoso al tempo in città: il chitarrista dei Jody Fire, Sten Klaus Baker. Le cause del incidente, avvenuto il 26 Settenbre, sono tutt' oggi ignote.
Non è molto, ma non è neanche niente. "Ok, è inquietante... Sul serio..." Dico. Mi sento strana, Com è possibile che sogni una ragazza morta quasi cinquant' anni fa?! Non è possibile...
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Happy Birthday Bill e Tom :)

Ritorno dalla Sicilia, odissea ad alta quota
Corby
27 agosto 2010
Ore 12.50
Partenza dall' aeroporto di Catania. Destinazione: aeroporto di Bergamo- Orio al Serio. Ora di atterraggio prevista: 14.45
Ore 14.31
Recupero il cellulare dalla borsa e compongo il numero di Chris. Quando lei risponde non le do neanche il tempo di parlare e esordisco con la frase "Indovina dove sono! Hai tre possibilità..." dentro di me nasce una risatina in parte divertita (perchè so che non indovinerà), in parte isterica (per via della situazione in cui mi trovo).
Lei spara decisamente a caso "Germania... Bergamo... Nella casa nuova?"
"All' aeroporto di Roma-Fiumicino" La informo io sorridendo e ad un passo da un pianto isterico.
"Perchè sei a Roma..?" Mi chiede lei evidentemente confusa
"Un guasto all' aereo..."
Già, proprio così, per colpa di un guasto alle 14.30 di lunedì pomeriggio mi sono ritrovata nell' aeroporto di Fiumicino con al seguito un papà, la sua fidanzata e due sorelle.
Appena arriviamo al gate da dove gli operatori pensano dovremmo ripartire (non si sa ne quando ne come) mi fiondo sui distributori automatici e divoro due kinder delice (Sono giustificata dal fatto che non ho fatto colazione e non ho neanche mangiato a pranzo).
Mi ritrovo a pensare che più o meno a quest' ora sarei dovuta essere a casa...
Ore 15.47
Mando un messaggio a Chris:
"Attendo notizie... Per ora si sa solo che forse partiamo a qua verso le 17.30...
In God we trust -.-''..."
Mia sorella Beatrice, la più grande, ha tre anni e mezzo, mi si para davanti e dice "Cobby, sai che on ho e mutande..."
"Cosa?!" le persone si girano a guardarmi... Si, forse i tono di voce è troppo alto
"è, on è coppa mia, papà on me e ha messe..." risponde lei giustificandosi. Dopo un po' riusciamo a convincerla a mettere un pannolino di sua sorella, Rebecca.
Ore 16.59
Informo Chris delle ultime novità da Fiumicino:
"La notizia che è arrivata è: ' Vi daremo notizie entro le nove di sera.'... Traduzione: Ci vediamo domani Chris..."
Iniziamo a ipotizzare che dormiremo a Roma per una notte...
Ore 17.04
Chiamo di nuovo Chris e la informo del mio mal di stomaco atroce e della sua probabile causa: le due kinder delice.
Ore 17.39
Invio un messaggio (indovinate...) a Chris:
"Dovremmo partire verso le sette... Sta arrivando un nuovo aereo da Catania"
La nostra compagnia, non facendo sosta a Roma, si è finalmente decisa a programmare un nuovo volo per riportare la povera gente accampata da ben tre ore in un aeroporto a destinazione. Nel frattempo il mio mal di stomaco continua e ho gli occhi che mi si chiudono dal sonno.
Per svegliarmi un po' vado a fare un giro nel beauty-free di Fiumicino trovando un sacco di belle cose, ma troppo costose o troppo ingombranti.
Venti minuti dopo la risposta di Chris:
"Mandami un messaggio appena vi fanno salire! Hold on Corby!"
Ore 18.42
"Ci hanno imbarcati" scrivo a Chris e a mia mamma
Chris:"Buon ritorno a casa..." Bhè, speriamo...
Ore 20.35
Io a Chris: Finalmente a casa... O quasi... Siamo appena atterrati..."
Ricevo un avviso di chiamata da Anmary, le avevo promesso che le avrei fatto sapere quando arrivavo a Bergamo, così le scrivo:
"An, sono arrivata adesso... Sono stanchissima, domani ti spiego... Giornata allucinante..."
Ritiriamo i bagagli e all' uscita siamo accolti dalla frase di mio cugino: "Certo che in bicicletta facevate prima..."
Non so se ridere o piangere... Anche addormentarmi di botto però non sarebbe una cattiva idea... Ore 21.21
Informo mia mamma che siamo appena arrivati da mia nonna che ci aspettava per pranzo ed è contenta di offrirci la cena.
Arriva anche mia zia Betty in ritorno dalla Sardegna; con tutto il caos che c'è ora dormire è solo un ipotesi irrealizzabile...
Ore 22.30 (circa)
Sono nella mia casa nuova, elettrizzata dalla novità il mio cervello si riattiva e inizio a girovagare per la casa. Bevo una bella tazza di latte e vengo costretta da mia mamma ad andare a letto.
Nella mia camera c'è un vuoto inquietante, i mobili sono stati montati, ma in un angolo sono ammassati i tredici scatoloni pieni delle mie cose. Mi sdraio sul letto e saluto mia mamma anche se sono convinta che non riuscirò ad addormentarmi perchè...
Ma a questo punto sono già nel mondo dei sogni.
27 agosto 2010
Ore 12.50
Partenza dall' aeroporto di Catania. Destinazione: aeroporto di Bergamo- Orio al Serio. Ora di atterraggio prevista: 14.45
Ore 14.31
Recupero il cellulare dalla borsa e compongo il numero di Chris. Quando lei risponde non le do neanche il tempo di parlare e esordisco con la frase "Indovina dove sono! Hai tre possibilità..." dentro di me nasce una risatina in parte divertita (perchè so che non indovinerà), in parte isterica (per via della situazione in cui mi trovo).
Lei spara decisamente a caso "Germania... Bergamo... Nella casa nuova?"
"All' aeroporto di Roma-Fiumicino" La informo io sorridendo e ad un passo da un pianto isterico.
"Perchè sei a Roma..?" Mi chiede lei evidentemente confusa
"Un guasto all' aereo..."
Già, proprio così, per colpa di un guasto alle 14.30 di lunedì pomeriggio mi sono ritrovata nell' aeroporto di Fiumicino con al seguito un papà, la sua fidanzata e due sorelle.
Appena arriviamo al gate da dove gli operatori pensano dovremmo ripartire (non si sa ne quando ne come) mi fiondo sui distributori automatici e divoro due kinder delice (Sono giustificata dal fatto che non ho fatto colazione e non ho neanche mangiato a pranzo).
Mi ritrovo a pensare che più o meno a quest' ora sarei dovuta essere a casa...
Ore 15.47
Mando un messaggio a Chris:
"Attendo notizie... Per ora si sa solo che forse partiamo a qua verso le 17.30...
In God we trust -.-''..."
Mia sorella Beatrice, la più grande, ha tre anni e mezzo, mi si para davanti e dice "Cobby, sai che on ho e mutande..."
"Cosa?!" le persone si girano a guardarmi... Si, forse i tono di voce è troppo alto
"è, on è coppa mia, papà on me e ha messe..." risponde lei giustificandosi. Dopo un po' riusciamo a convincerla a mettere un pannolino di sua sorella, Rebecca.
Ore 16.59
Informo Chris delle ultime novità da Fiumicino:
"La notizia che è arrivata è: ' Vi daremo notizie entro le nove di sera.'... Traduzione: Ci vediamo domani Chris..."
Iniziamo a ipotizzare che dormiremo a Roma per una notte...
Ore 17.04
Chiamo di nuovo Chris e la informo del mio mal di stomaco atroce e della sua probabile causa: le due kinder delice.
Ore 17.39
Invio un messaggio (indovinate...) a Chris:
"Dovremmo partire verso le sette... Sta arrivando un nuovo aereo da Catania"
La nostra compagnia, non facendo sosta a Roma, si è finalmente decisa a programmare un nuovo volo per riportare la povera gente accampata da ben tre ore in un aeroporto a destinazione. Nel frattempo il mio mal di stomaco continua e ho gli occhi che mi si chiudono dal sonno.
Per svegliarmi un po' vado a fare un giro nel beauty-free di Fiumicino trovando un sacco di belle cose, ma troppo costose o troppo ingombranti.
Venti minuti dopo la risposta di Chris:
"Mandami un messaggio appena vi fanno salire! Hold on Corby!"
Ore 18.42
"Ci hanno imbarcati" scrivo a Chris e a mia mamma
Chris:"Buon ritorno a casa..." Bhè, speriamo...
Ore 20.35
Io a Chris: Finalmente a casa... O quasi... Siamo appena atterrati..."
Ricevo un avviso di chiamata da Anmary, le avevo promesso che le avrei fatto sapere quando arrivavo a Bergamo, così le scrivo:
"An, sono arrivata adesso... Sono stanchissima, domani ti spiego... Giornata allucinante..."
Ritiriamo i bagagli e all' uscita siamo accolti dalla frase di mio cugino: "Certo che in bicicletta facevate prima..."
Non so se ridere o piangere... Anche addormentarmi di botto però non sarebbe una cattiva idea... Ore 21.21
Informo mia mamma che siamo appena arrivati da mia nonna che ci aspettava per pranzo ed è contenta di offrirci la cena.
Arriva anche mia zia Betty in ritorno dalla Sardegna; con tutto il caos che c'è ora dormire è solo un ipotesi irrealizzabile...
Ore 22.30 (circa)
Sono nella mia casa nuova, elettrizzata dalla novità il mio cervello si riattiva e inizio a girovagare per la casa. Bevo una bella tazza di latte e vengo costretta da mia mamma ad andare a letto.
Nella mia camera c'è un vuoto inquietante, i mobili sono stati montati, ma in un angolo sono ammassati i tredici scatoloni pieni delle mie cose. Mi sdraio sul letto e saluto mia mamma anche se sono convinta che non riuscirò ad addormentarmi perchè...
Ma a questo punto sono già nel mondo dei sogni.
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